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Cedolare secca: la flat tax sugli affitti

La cedolare secca è un'imposta sostitutiva opzionale sui canoni abitativi: un'aliquota fissa al posto di IRPEF, addizionali, registro e bollo. Aperta alle persone fisiche, residenti o meno.

Le tre aliquote

Cosa si perde

Quando vince l'ordinaria

Proprio per le detrazioni perse, chi sta per ristrutturare può trovare l'IRPEF più conveniente su un orizzonte pluriennale: i bonus si spalmano su dieci anni e richiedono capienza ogni anno. Se il bonus recuperato batta il risparmio da cedolare dipende da entità dei lavori, canone e durata di detenzione: è un calcolo, non un'impressione — ed è ciò che facciamo con il confronto di regime (200 €) e la valutazione ristrutturazione (350 €).

Come si opta

Nei contratti registrati l'opzione si esercita alla registrazione (modello RLI) o in annualità successiva, con comunicazione all'inquilino e rinuncia ISTAT. Nelle locazioni brevi si esercita in dichiarazione. Un vizio di forma può costare il regime per l'anno: farlo bene costa poco, ripararlo molto.

Regola pratica: nessun cantiere in vista e canone di mercato → quasi sempre cedolare. Lavori importanti o comune con concordato → prima i conti, poi l'opzione.

Il regime giusto, nero su bianco

Confronto scritto sui numeri reali — canone, spese, lavori previsti — con la differenza quantificata in euro.

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